Col grembiule di servitori. Buon anno scout, cari capi!

Che cosa ti succede? Hai un passo stanco”.

Non è stanchezza, è che…ho male ai piedi, perciò non riesco a camminare come prima. Fare strada però mi piace, non voglio fermarmi”.

Invece adesso è necessario che ti fermi. Slaccia le scarpe e riposati”.

Non voglio farmi vedere fragile dai ragazzi. Come faccio ad essere un esempio, in questo momento che mi sento così debole?”.

Senti…

Si è modelli nella misura in cui si è coscienti dei propri limiti. Quest’avventura prende testa e cuore, non è facile far finta di niente mentre il lavoro, la famiglia, gli amici e la società stressata ti comprimono, perciò non dobbiamo fingere di essere super uomini/donne, dobbiamo essere umili. La parola umiltà, da humus, ci ricorda di essere terra, fondamento per altri; essere terreno fertile per i ragazzi, perché loro possano crescere, fiorire. Il nostro sarà sempre un esempio incompleto e difettoso, ma la cosa migliore che possiamo fare è essere noi stessi: per questo è bello essere un capo scout.

Possiamo paragonarlo ad un viandante, perché solitamente l’incontro con lui non è per sempre, ma può essere significativo. È un buon compagno di strada, sa ancora e sempre lasciarsi stupire, sa imparare, perché è un uomo in cammino, non arrivato. Rispetto ai compagni di strada più giovani, ha forse un miglior equipaggiamento, sa orientarsi con più facilità, ha lungimiranza: cerca di far guardare più in là, indicando nuove prospettive e bei panorami. Trasmette ai ragazzi la voglia di scorgere il raggio luminoso che collega ogni esperienza della vita: il capo, infatti, non può fargli fare la ginnastica per la ginnastica, il gioco per il gioco, ma deve orientare tutte le attività educative verso l’unico fine.

Sappiamo quanto coraggio e quanta tenacia ci voglia per percorrere un pezzettino di strada con i ragazzi che ci vengono affidati. Avremmo potuto scegliere la scorciatoia dell’assenteismo, con la scusa dei mille impegni seri del lavoro, degli esami, dei figli, invece abbiamo scelto di essere presenti in ogni momento: quando squilla il telefono per sentirci dire che la metà dei ragazzi non verranno all’attività preparata in ore e ore di staff; quando sembra che tutto crolli perché ormai non c’è più lo spirito giusto; quando la comunità capi si trasforma in un cespuglio di persone che se la prendono per così poco. Abbiamo scelto, però, di esserci anche quando i Lupetti o le Coccinelle ci saltano al collo per la troppa gioia di rivederci; quando le Guide o gli Esploratori scelgono di parlare con noi per migliorarsi; quando vediamo i nostri Rover o Scolte in grado di fare delle scelte importanti.

Al Capo è richiesto di scendere nel mondo dei ragazzi per giocare con loro, per vivere l’avventura con loro, per fare strada con loro. Sì, il vero senso dell’amore è la discesa! Se il Capo scende nel mondo dei ragazzi, non è per rimanere in basso, ma per risalire con loro, accompagnandoli verso la meta dello scoutismo: l’uomo e la donna della Partenza, persone responsabili, capaci di guidare la propria canoa nel mondo nuovo e sconosciuto della vita adulta.

Caro capo, hai una grande missione da compiere! Non è un passatempo, non è sport: è una missione. Hai una responsabilità nei confronti della società intera. In base a quanto detto, sicuramente la scelta di aderire al Patto associativo, non è cosa da poco: non tanto per l’impegno messo nella preparazione delle attività, quanto per l’incessante attenzione a quelle scelte che non possiamo dimenticare in nessuna delle situazioni che il Signore ci mette davanti ogni giorno: dalla riunione di reparto, alla programmazione, da quando siamo in macchina, alla spesa al supermercato, dalla denuncia dei redditi, al fare gli scontrini e così via. È tosta, ma ne vale la pena. Solo un consiglio: rileggiti la Legge, la Promessa che hai fatto, il Patto associativo a cui hai aderito. E fai liberamente le tue scelte.

…Perciò, è normale che quegli scarponi ti facciano un po’ male dopo questo tratto di strada. Adesso che ti sei riposato, rialzati, fai un bel fiocco a quei lacci e… buona strada!”

A me, a te, a tutti i capi che scelgono di indossare il grembiule di servitori,

BUON ANNO SCOUT!

2 Replies to "Col grembiule di servitori. Buon anno scout, cari capi!"

  • Ornella Iuliani
    Ornella Iuliani 27 settembre 2018 (13:37)

    Marco Akeladave Da Venezia ne parlavamo oggi…..

  • Irene Ciocca
    Irene Ciocca 27 settembre 2018 (20:12)

    Buona strada

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